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Comunicazione Analogica e Linguaggio del Corpo

L’uomo utilizza due forme di comunicazione, connesse e inscindibili, quella logica e quella analogica. La comunicazione logica è quella verbale, si serve delle parole, cioè di un numero finito di simboli convenuti all’interno di un determinato gruppo etnico i cui significati sono stabiliti convenzionalmente e coordinati da precise regole per la produzione e la comprensione dei messaggi cioè la grammatica e la sintassi.

La comunicazione analogica è per lo più non verbale, rappresenta un sistema istintuale arcaico di comunicazione espressiva composto da gesti, suoni vocali o strumentali, variazioni di postura e atti mimico-emozionali. Agisce in base al principio di analogia, cioè il rapporto tra il segno non verbale e ciò a cui rimanda è un rapporto di similitudine.

Ciò che effettivamente caratterizza la comunicazione, ciò che ha il primato nella comunicazione, è la sua componente emotiva. Le emozioni utilizzano dei sistemi espressivi quali i gesti, suoni vocali o strumentali, variazioni di postura e un vasto numero di atteggiamenti mimico-emozionali. Sono gli stessi mezzi espressivi che usano gli animali per comunicare. Osservando un cane che interagisce con il suo padrone o con altri cani notiamo una vasta gamma di comportamenti come sollevare la coda e tenerla rigida, scodinzolare, tenerla tra le gambe, abbassare le orecchie, mostrare i denti o leccare, e a questi comportamenti non verbali tendiamo a dare una interpretazione e li interpretiamo come richieste. La stessa ricchezza comunicativa si ritrova nel linguaggio del corpo umano.

Il linguaggio del corpo ci serve quindi a stabilire l’intensità e il carattere della relazione, il nostro potere, la nostra intenzione di influenzare o di essere guidati, stabilire quanto vogliamo far avvicinare una persona e quanto noi vogliamo avvicinarci.

Si ipotizza che l’uomo primitivo utilizzasse unicamente tale sistema per comunicare. Le prime manifestazioni vocali sono state emissioni di suoni, privi di significato intrinseco, aventi valore di espressione emozionale di varia natura.

La mamma e il suo bambino, già prima della nascita, comunicano attraverso la comunicazione non verbale. In seguito l’attenzione del lattante sarà focalizzata sul suono e sul contatto digitale, vissuti quali elementi di comunicazione con l’ambiente circostante e quali fattori di variabilità sensoriale più intensi.

Le percezioni acustiche, registrate dal bambino per la prima volta, i primi contatti digitali, le prime distanza prossemiche sperimentate, gesti e movimenti, diventano repertorio di segni e successivamente di simboli, per lo scambio di informazioni con il mondo esterno: gli atti non verbali registrati si impregnano, cosi, di contenuti emozionali e conservano tale valore per tutta la vita dell’individuo.

Nei corsi della EM Consulting formiamo a riconoscere ed interpretare i segnali corporei di scarico tensionale, gradimento e rifiuto, ad utilizzare prossemica, cinesica, paralinguistica e digitale per potenziare al massimo le nostre abilità comunicative e raggiungere gli obiettivi prefissati.

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